Ti riconosci in una di queste frasi?
“Dico continuamente ‘smetto quando voglio’, ma la verità è che non riesco a passare un’ora senza controllare lo smartphone o giocare.”
“Utilizzo i videogiochi, internet o lo shopping come un interruttore: quando sono stressato o triste, mi ci rifugio per spegnere il cervello.”
“Ho speso più soldi di quanto potevo permettermi. Ho iniziato a mentire alla mia famiglia e ora convivo con un senso di colpa devastante.”
“Sento che la mia vita reale — lavoro, relazioni, salute — si sta sgretolando, mentre rimango ipnotizzato da quella stessa attività.”
Punto di partenza fondamentale: non ti manca la forza di volontà e non sei una persona debole. Le dipendenze comportamentali nascono quasi sempre come un tentativo di farsi del bene — una strategia per anestetizzare una sofferenza, distrarre da un’ansia intollerabile o riempire un profondo senso di vuoto. Uscire da questo loop è possibile, ma non attraverso la punizione o la privazione forzata. Ci si riesce comprendendo quale bisogno emotivo quella dipendenza sta cercando di compensare.
Le dipendenze comportamentali si sviluppano nei confronti di attività lecite e quotidiane (gioco d’azzardo online, smartphone, videogiochi, shopping, pornografia). Il meccanismo che intrappola la mente:
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